Il ritorno di Dioniso – Musica e rivoluzione culturale

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E’ un testo fondamentale, dedicato al rapporto tra musica e rivoluzione e che muove dall’ideale classico e cristiano della musica quale espressione dell’armonia del mondo. Come già sapeva Platone, la musica può anche essere piegata ad usi innaturali, affinchè manifesti e diffonda la disarmonia, la dissonanza e quindi la «rivoluzione». Ed è ciò che accadde quando Wagner e Nietzsche impegnarono il dramma musicale nella causa della rivoluzione dionisiaca. Prima della fine del secolo diciannovesimo, la «trasvalutazione dei valori» predicata da Nietzsche sedusse le élite culturali, con le sue «avanguardie», causando una vera e propria catastrofe: l’abbandono della millenaria teoria dell’«harmonia mundi» in favore della dissonanza. La musica rock sarebbe stata poi eletta a «medium» adatto a propiziare quei cambiamenti di mentalità che erano stati ardentemente sognati dalle élite sedotte dalla rivoluzione dionisiaca. Questo avvenne in particolar modo negli Stati Uniti dove, agli inizi del XX° secolo, ha luogo la corruzione dell’alta società atlantica (bostoniana) attraverso il primo jazz e i suoi ritmi lascivi, di cui Nietzsche – grande estimatore della musica tribale africana (a detta sua perfettamente adatta a veicolare la dissoluzione) – fu in qualche modo ispiratore e scopritore.

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