prudenza
Della prudenza: la più umana delle virtù

Della prudenza: la più umana delle virtù

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«Per Aristotele e per san Tommaso, la prudenza è la prima qualità di un uomo. È proprio la prudenza a renderlo uomo nel pieno senso del termine. Con la prudenza l’uomo si dirige, si disciplina, si ordina al suo proprio fine, sia individuale sia specifico, riunisce in un solo gesto tutti gli elementi del suo essere, si unifica e si porta a compimento. Il prudente è l’uomo giunto alla sua aurea maturità, allo stato che corrisponde adeguatamente alla sua natura. Il prudente è l’uomo perfetto. […] Per san Tommaso, la prudenza è “la virtù più necessaria alla vita totale dell’uomo”. È “la buona consigliera nelle cose che riguardano la totalità della condotta e del fine ultimo della vita umana”. È “l’arte di ben vivere”. “Nessuna virtù morale può esistere senza di essa”. Operante in ogni virtù, interviene in tutte, sicut sol aliqualiter influit in omnia corpora, come la luce del sole che si diffonde su tutti i corpi. Simile all’auriga che, fermamente stabile sui due piedi sulla piattaforma del carro, lo guida verso il fine della corsa, la prudenza guida tutte le virtù verso il loro compimento. La sua funzione principale è di governare la vita dell’uomo. In una formula densa, mille volte ripetuta, e di cui tutti dovremo cogliere l’inestimabile profondità, è la recta ratio agibilium, la retta regola dell’agire umano».

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