Al servizio della Chiesa – Le consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X

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    «Anche se noi stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato noi, sia egli anatema» (Gal 1, 8). Lo Spirito Santo, parlando per bocca di San Paolo, lancia un monito fermissimo alla comunità dei Galati e a tutta la Chiesa. Un monito che aveva letteralmente dell’incredibile, fino a quando non si è rivelato profezia. Una profezia per i nostri tempi. Dicendo “noi stessi”, l’Apostolo fa riferimento a tutto il Collegio apostolico, con Pietro al vertice, e oggi dobbiamo constatare la tremenda realtà di questo “vangelo” adulterato dagli stessi Pastori del gregge.

    «Unità di Fede e unità di comunione, unità di Fede e unità di governo, sono inseparabili nella Chiesa, essendo l’unità di Fede il fondamento necessario dell’unità, sia di comunione che di governo. Ne consegue che nella Chiesa nessuno ha il diritto di esigere un’unità di comunione e di governo che prescinda dall’unità di Fede». È questo che concreta il grave stato di necessità in cui versa la Sposa di Cristo, ed è questo che giustifica, e anzi impone, davanti a Cristo e alla sua Sposa, la consacrazione di Vescovi integralmente cattolici, per l’ordinazione di sacerdoti integralmente cattolici, che continuino a trasmettere inalterato il Deposito della Fede. Finché Dio vorrà.

    «Crediamo che tale pubblicazione si imponga, in questo delicato momento storico, per ribadire con forza, e con rinnovata risonanza mediatica, le ragioni profondamente cattoliche che sono all’origine di un gesto che solo in apparenza, e a uno sguardo superficiale, può sembrare di ribellione all’Autorità. La verità è esattamente il contrario, come le pagine seguenti documentano, con rigore di metodo e di contenuto, sulla solida base della teologia e del diritto canonico, alla luce del Magistero costante della Chiesa».

    INDICE

    Presentazione

    OMELIA DI SUA ECCELLENZA MONS. LEFEBVRE NELLA
    SANTA MESSA PER LA CONSACRAZIONE DEI QUATTRO
    VESCOVI DELLA FRATERNITÀ

    OMELIA DI DON DAVIDE PAGLIARANI NELLA SANTA
    MESSA PER LE VESTIZIONI DEI NUOVI SEMINARISTI
    DELLA FRATERNITÀ 

    Nostro Signore non può lasciarci indifferenti

    Il posto della Madonna nella Redenzione 

    La Madonna accompagna Nostro Signore nella sofferenza 

    Di fronte alla domanda di Nostro Signore: «Che cosa hai fatto di

    mia Madre?» 

    Delle consacrazioni episcopali per fedeltà alla Chiesa e alle anime 

    NÉ SCISMATICI, NÉ SCOMUNICATI

    Cattolici al bivio

    La scelta del “sensus fidei”

    Un equivoco

    La Chiesa non è bicefala

    La “persona” del Papa e la “funzione” del Papa

    Unità di Fede e unità di comunione

    Il criterio della scelta

    Ecumenismo: attentato all’unità della Chiesa

    Stato “straordinario” nella Chiesa

    Doveri straordinari dei laici

    Doveri e poteri dell’Episcopato

    Potere e dovere del Papato

    L’elezione dei vescovi

    Stato e diritto di necessità

    La scomunica

    Conclusione

    LE CONSACRAZIONI EPISCOPALI DI SUA ECCELLENZA
    MONS. LEFEBVRE DOVEROSE NONOSTANTE IL NO
    DEL PAPA (STUDIO TEOLOGICO) 

    Premessa

    Prospetto

    Doveri e poteri di un vescovo in stato di necessità

    Stato di necessità e i suoi diversi gradi

    Odierno stato di grave necessità spirituale generale o pubblica ovvero grave necessità di molte anime

    1° principio: la grave necessità di molti va equiparata alla necessità estrema del singolo

    2° principio: la grave necessità generale o pubblica senza speranza di soccorso da parte dei legittimi Pastori impone, per diritto naturale e divino, un dovere di soccorso “sub gravi”, che per un Sacerdote e specie per un Vescovo è radicato nel proprio stato

    Odierno stato di grave necessità generale senza speranza di soccorso da parte dei legittimi Pastori

    Dovere di supplenza dei Vescovi

    3° principio: nella grave necessità pubblica il dovere di soccorso è coestensivo al dovere d’ordine (e non di giurisdizione) e il potere di giurisdizione scaturisce dalla domanda dei fedeli, e non dal consenso del Superiore gerarchico (Ecclesia supplet iurisdictionem)

    La dottrina sulla “giurisdizione supplita” si applica anche nel caso di un Vescovo che in straordinaria necessità ordini un altro Vescovo e il primato di giurisdizione del Romano Pontefice non è in discussione / Conferma storica

    Confutazione di alcune obiezioni erronee

    Soluzione del problema posto dal “no” del Papa 

    Il “no” del Papa

    4° principio: nella necessità il dovere di soccorso è indipendente dalla causa della necessità e quindi obbliga anche qualora sia il Superiore stesso a mettere le anime in stato di necessità

    5° principio: è proprio della necessità far cessare nel Superiore il potere di obbligare e, se di fatto obbliga, il suo comando non è vincolante («inefficax»)

    6° principio: è proprio della necessità mettere il suddito nell’impossibilità (fisica o morale) di ubbidire

    7° principio: chi, costretto dalla necessità, non ubbidisce, non mette in questione l’Autorità nel suo legittimo esercizio

    Una parola sull’epicheiasine recursu ad Principem” (o epicheia “necessaria”)

    Confutazione d’altre erronee obiezioni

    Conclusione

    RISPOSTE ALLE OBIEZIONI PIÙ RECENTI 

    La consacrazione episcopale contro la volontà del Papa è sempre uno scisma?

    Lo stato di necessità

    Ad Apostolorum Principis

    Quartus supra

    Qualche ultima considerazione

    Informazioni aggiuntive

    Peso0,2 kg
    Autore

    Casa editrice

    Pagine

    ISBN

    979-12-80131-83-6