«Preservate e alimentate la vostra fede tramite le letture. Non è facile dire quante pubblicazioni e riviste sono state ideate, grazie a Dio, da anime zelanti e intelligenti, che hanno capito la necessità di aiutare i fedeli a conservare la fede cattolica»

Mons. Marcel Lefebvre

Cosa sono le Edizioni Piane?

Le Edizioni Piane sono la casa editrice ufficiale del distretto italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X è una società di sacerdoti cattolici, fondata in Svizzera nel 1970 da Sua Eccellenza Mons. Marcel Lefebvre (1905-1991), vicario apostolico e arcivescovo di Dakar.

Secondo la volontà del fondatore, gli statuti della FSSPX dichiarano che «lo scopo della Fraternità è il sacerdozio e tutto quello che, direttamente o indirettamente, riguarda il sacerdozio». La Fraternità è fortemente attaccata alla fede integrale, alla morale cattolica e alla sana dottrina della Chiesa. Nella celebrazione dei sacramenti, essa si attiene alle norme liturgiche tradizionali, in particolare alla celebrazione della messa in latino, secondo il rito di sempre.

Per questo, nell’attuale crisi della Chiesa, la Fraternità combatte per la difesa della tradizione cattolica contro le deviazioni moderniste e liberali infiltratesi nella cultura ecclesiastica dagli inizi del ‘900 e principalmente con il Concilio Vaticano II.

Antimodernista come il suo patrono e fedele al messale di San Pio V, la Fraternità si dedica ad opere apostoliche in tutto il mondo.

Tra di queste, in Italia – dove la Fraternità è presente fin dal 1974 – sono state fondate le Edizioni Piane, allo scopo di sostenere i sacerdoti e i fedeli nella battaglia per la fede, pubblicando libri di sana dottrina, adatti a un pubblico di cattolici assetati di verità.

 

Perché Piane?

Secondo il Vocabolario Treccani, pïano è l’aggettivo della lingua italiana «che si riferisce a un pontefice di nome Pio».

Le Edizioni Piane scelgono come loro patrono San Pio X, il papa che condannò il modernismo con l’enciclica Pascendi Dominici gregis (1907) e impose il giuramento antimodernista a tutto il clero cattolico. Nella Pascendi, così scriveva il santo:

«È parimente officio dei Vescovi impedire che gli scritti infetti di modernismo o ad esso favorevoli si leggano se sono già pubblicati, o, se non sono, proibire che si pubblichino. Qualsivoglia libro o giornale o periodico di tal genere non si dovrà mai permettere o agli alunni dei Seminari o agli uditori delle Università cattoliche: il danno che ne proverrebbe non sarebbe minore di quello delle letture immorali; sarebbe anzi peggiore, perché ne andrebbe viziata la radice stessa del vivere cristiano. Né altrimenti si dovrà giudicare degli scritti di taluni cattolici, uomini del resto di non malvagie intenzioni, ma che digiuni di studi teologici e imbevuti di filosofia moderna, cercano di accordare questa con la fede e di farla servire, come essi dicono, ai vantaggi della fede stessa. Il nome e la buona fama degli autori fa si che tali libri sieno letti senza verun timore e sono quindi più pericolosi per trarre a poco a poco al modernismo».

(San Pio X, Enciclica Pascendi, Parte III, §3, 1907)

Come applicare questo principio al giorno d’oggi, quando sono le stesse autorità ecclesiastiche a incoraggiare e pubblicare scritti di dubbia ortodossia?